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Le origini e la storia
L'organizzazione dei Consorzi Agrari non nasce da un fatto di speculazione economica, ma è il risultato di un precedente e vasto movimento morale che ha orientato l'animo degli agricoltori ad affrontare e risolvere collettivamente i problemi inerenti all'esercizio ed alla tutela delle loro attività.
In questo contesto ecco sorgere il Consorzio Agrario di Pisa. Il 24 giugno 1872 veniva infatti fondato il "Comizio Agrario di Pisa" ad opera dell'illustre agronomo Prof. Girolamo Caruso il quale dedicò la sua opera indefessa e illuminata a questa istituzione che, fra l'altro, veniva anche a "colmare il vuoto fra la cattedra e il campo", fra il docente e l'agricoltore.
Nonostante le difficoltà organizzative ed economico-finanziarie, manifestatesi soprattutto nei primi anni della sua attività, il Comizio Agrario di Pisa poté adempiere alle sue finalità istituzionali e svolgere in modo sempre più incisivo, la sua attività a favore dell'agricoltura pisana.
Il Consorzio non cessò mai, nei suoi lunghi anni, di essere sempre partecipe delle nuove esigenze che il mutare delle condizioni ambientali, sociali ed economiche imponeva, in ciò seguendo quanto contenuto nel suo stesso statuto.
La sua attività si concretizzò sia promuovendo iniziative ed organizzando dibattiti per sollecitare le Autorità competenti a migliorare la normativa riguardante il settore agricolo, sia ad approvare nuove leggi maggiormente rispondenti alle esigenze e alle aspettative del tempo; sia istituendo corsi di aggiornamento agrario, concorsi a premi ed esposizioni, manifestazioni con il preciso scopo di portare a conoscenza della maggior parte possibile di operatori agricoli le più moderne tecniche e i più razionali sistemi di conduzione agraria, nonché impedire che i soci del Consorzio fossero facile preda degli speculatori, fornendo loro tutte le più comuni materie utili all'agricoltura al prezzo più basso possibile, ottenendo così anche il risultato di diffondere sempre più l'uso di tali prodotti per un più razionale sviluppo dell'agricoltura.
Con l'avvento della prima guerra mondiale il Consorzio si adoperò con accorate richieste ai Ministeri dell'Agricoltura e della Guerra per limitare le requisizioni di bestiame bovino e del grano da paglia e i danni provocati dalla mancanza di manodopera e di bestiame da lavoro promovendo vari provvedimenti come la concessione in uso temporaneo alcune macchine agricole agli agricoltori che ne facevano richiesta.
Terminata la guerra il consorzio si prodigò nel migliorare la produzione agricola istituendo, fra l'altro, una sezione speciale per il miglioramento e la diffusione dei semi di cereali alla quale fu dato il nome di Sezione di Cerealicoltura la cui presidenza fu affidata al Prof. Enrico Avanzi e che in seguito fu trasformato in Istituto di cerealicoltura e annesso al R. Istituto Superiore di Agraria.
Il 26 marzo 1927, dopo lunghe discussioni, si addivenne alla fusione fra il Consorzio di Pisa e quello di San Miniato con la nuova denominazione di Consorzio Agrario per la Provincia di Pisa trasformandosi in autonomo Consorzio Agrario. In una fase successiva, nel 1935, si ebbe la fusione fra il Consorzio Agrario di Pisa, l'Unione Agraria di Pontedera e la succursale di Volterra del Consorzio Agrario di Siena e di Grosseto con la nuova e definitiva denominazione di "Consorzio Agrario Provinciale di Pisa".
Il Consorzio, grazie all'aumentata capacità dei magazzini e dei suoi depositi e per la più estesa organizzazione generale, poté assumere il compito di Ente Ammassatore del grano e di altri prodotti affidatogli dallo Stato.
Nel 1942 il Ministro dell'Agricoltura e delle Foreste emanò la Legge del 18 maggio 1942 n. 566 con la quale si stabiliva che i "Consorzi Agrari sono persone giuridiche" affidando ai Consorzi, attraverso modificazioni statutarie, il compito di potenziare la produzione agricola e di recare così nuovi benefici a tutti gli agricoltori.
Gli eventi bellici non avevano risparmiato il Consorzio e profonde furono le ferite che la guerra gli inferse. Tutta l'organizzazione centrale e periferica ne fu sconvolta ed il Consorzio si trovò ad operare in quei tragici anni in modo veramente difficile. L'allora Commissario Comm. Guido Sforni si prodigò nell'arduo compito di ricostruire ciò che la guerra aveva completamente distrutto.
Si cercò di ripristinare i contatti con le filiali e le rappresentanze, almeno per quanto potevano consentirlo lo stato disastroso delle strade e la difficoltà dei collegamenti. Furono riannodate così le fila dell'organizzazione di vendita. Anche i servizi amministrativi e contabili dovettero essere nuovamente ristrutturati.
Iniziata la riorganizzazione della sua struttura centrale e periferica il Consorzio riprese con vigore la sua attività, sia incrementando notevolmente le vendite di tutte le materie utili all'agricoltura, sia istituendo o ripristinando vari servizi collaterali della massima importanza quali la selezione dei grani da seme, il centro di motoaratura, si infine costruendo nuovi magazzini, riparando quelli danneggiati.
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